La Civiltà degli stazzi

A Lu Branu una Brea e la rasgioni, Lu Juramentu e la festa.

La Civiltà degli Stazzi si è sviluppata anche come forma di tutela delle vessazioni feudali e dalle istituzioni ufficiali inique e corrotte. Viceversa nelle cussorgie, si erano mantenute consuetudini riconosciute, principi tradizionali consolidati di rispetto del valore delle relazioni e di tutela personale.

Ciò nonostante le controversie erano ricorrenti: per divisioni di proprietà, per tutelare l'onore, per danneggiamenti e sgarbi. Inoltre accadeva anche che da contrasti o inimicizie, nascessero faide tra famiglie con sanguinose vendette.

In certi casi la vendetta non era però solo un semplice atto di rappresaglia, ma l'unico sistema a disposizione per difendersi dalle preppotenze e dai soprusi, per prevenire ulteriori prevaricazioni e per ottenere rispetto.

Ill codice della vendetta si integrava con l'istituto di la rasgioni che mmirava alla risoluzione dei conflitti in alternativa a li nimistai, sostituendosi alla Giustizia dei governanti, brutale e alla mercè dei signori.

Li rasgiunanti, ovvero i saggi, scelti uno per parte e l'omu di mezu scelto a presiedere la giuria, esaminavano gli argomenti di la rasgioni, ascoltavano le parti e valutavano con cognizione e ponderatezza. Infine, con giusta mediazione, stabilivano con equilibrio come stavano le cose, formulando un giudizio unanime in grado di dare soluzione alla controversia.

Personaggi della rappresentazione:

  1. Lu patronu (Andria di frati Billella)
  2. La moglie di Andria (Rusedda)
  3. Lu fiddolu (Laicheddu)
  4. Lu confinanti (Biriu di frati Picchjecchi)
  5. Lu dimmandoni (Ghjuanni Antuneddu)
  6. L'omu di mezu (Ghjuanni Maria Grossu di Ajacciu)
  7. Lu preti (babbai Ghjogliu)
  8. Lu poetta (Franciscu di Santa 'Lena)

La Festa

  • Li cantori : Gruppo "Boci di Gaddura"
  • Lu sunadori: Vincenzo Murino
  • Li festaioli (Gruppo di ballo Lu Naracu)


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